cernio

Archive for the ‘Geek’ Category

 
Giu
18
Posted (cerion) in Geek on Giugno-18-2008

In italia (quella con la i minuscola) è facile fare dell’ironia sul brand SEGA e sul fatto che presto commercializzerà una fembot (robot femmina) sullo stile del

robot cagnolino AIBO della SONY

e del recente nascituro

baby robot dinosauro chiamato Pleo

.

Basta leggere i commenti lasciati sul sito di Punto informatico per farsi un’idea di cosa può sfornare la mente umana :)

 

Rimane il fatto, piuttosto discutibile, che i fembot vadano ad affiancare la gamma dei petbot, dei pupazzi robotizzati di cui il mitico (ed inquietante) Furby è stato il primo vero best seller nella recente storia.

Ma fatevi un SEGA master system!



 
Apr
21
Posted (cerion) in Geek, eiaeia on Aprile-21-2008

 

Su internet si condivide di tutto. La fatica e le attività sportive. Con Nokia Sports tracker posso pubblicare su internet  le mie "fatiche", catturate dal mio cellulare (ovviamente un Nokia, l’N76) espresse in termini di posizione e velocità calcolate dal GPS, ed abbinarci pure le foto scattate durante il percorso.

Stavolta non ho fatto foto, ma il percorso merita di essere ripetuto, e voglio condividerlo con voi: è un percorso ad anello di circa 7 km attorno a Pimentel, con qualche lieve saliscendi.

Nonostante molti sostengano che Nokia sia indietro rispetto all’iPhone per quanto riguarda usabilità e coinvolgimento dell’utente, io credo che, al contrario, le applicazioni più interessanti e innovative continuano ad essere sempre quelle sviluppate da Nokia.

Alcune, come il mitico Nokia sensor, non prendono piede (almeno non per la mia posizione geografica e per la mia fascia d’età), ma rimangono sempre e comunque degli esperimenti che cambieranno il nostro modo di vivere, quando saremo pronti a recepirli correttamente.

 



 
Apr
16
Posted (cerion) in Geek, diversità divertenti, eiaeia on Aprile-16-2008

 

1 - I visitatori hanno poco tempo

La gente ha poco tempo da perdere, perché è troppo impegnata a leggere i 10mila post al giorno che parlano di… niente di rilevante. I visitatori di un sito non possono permettersi di leggere un’analisi dettagliata su un qualsiasi argomento, per cui preferiscono una lista, possibilmente breve, che gli consenta di archiviare l’articolo come "letto" e concentrarsi sulla ben più importante attività di lettura degli inviti ad installare nuove applicazioni inutili su  facebook

 

2 - La lista è un ottimo strumento per mettere ordine

L’uso delle liste è fortemente consigliato quando è necessario mettere ordine. A volte basterebbe una frase per esprimere un concetto, ma questo può essere controproducente perché il lettore potrebbe non capire, perché sta leggendo 10000 articoli al giorno. Mettere il concetto in forma di lista consente al lettore di ridurre lo sforzo mentale per l’acquisizione dell’informazione.

 

3 - La lista aggiunge valore ed autorità al concetto

La tecnica è semplice: con una lista si dettano, in maniera imperativa, i fondamenti di un ragionamento. Anche se sono deboli, o privi di contenuto, le motivazioni e gli assunti acquisiscono automaticamente autorevolezza e solidità se messi per punti. Un ragionamento espresso per punti viene percepito come incontrovertibile e vero, anche se in realtà è un discorso banale, noioso e traballante.

 

4- Le dimensioni contano

Provate a fare una lista di un punto solo. Non è una lista. Oppure provate a fare una lista lunghissima: nessuno la leggerà, perché è troppo lunga. Le liste hanno un inizio ed una fine, e più sono corte, meglio è. La tendenza attuale è di strutturare le liste in un numero di punti che varia da 5 a 20, a seconda dell’argomento. In questo caso, 4 punti sono più che sufficienti per esprimere il concetto, ma…

 

5 - Il colpo finale

Ogni lista ha un inizio ed una fine, e la fine deve essere il cosiddetto "colpo finale": con l’ultimo elemento della lista si finisce qualsiasi obiezione avversaria e si sancisce la definitiva predominanza logica, semantica e sostanziale del ragionamento sopra qualsiasi altro. Insomma, a dirla tutta fare ste liste di 5 punti è una solenne cazzata, no?

 

Ecco una lista di 5 liste inutili, stupide, banali o fuorvianti (come dicono gli inglesi, check all that apply):

 

 

 



 
Mar
15
Posted (cerion) in Geek, eiaeia, opensource on Marzo-15-2008

Prologo

Molti di voi sanno che da una decina d’anni mi sono innamorato di una cultura (sempre che ci si possa innamorare di una cultura), dell’idea che si possa condividere liberamente la conoscenza, e la "conoscenza che produce", vale a dire il software. Il Software Libero è un programma, un sistema, un "coso" che posso utilizzare, studiare, distribuire e modificare liberamente.

Quando si parla di software libero, di free software o di open source tutti pensano a Linux.

O meglio, a GNU-Linux, il sistema operativo libero basato sul nucleo inizialmente scritto da Linus Torvalds e sviluppato ed espanso dalla comunità di appassionati, e dall’associazione GNU (acronimo ricorsivo di Gnu is Not Unix).

Mi sono avvicinato a Linux (uff, GNU-Linux) per colpa/per merito di un pattinatore un po’ spericolato che ora vive in Irlanda, ed ho iniziato ad apprezzarne le qualità sin da subito (di Linux, e dell’amico pattinatore).

"Linux è potente quanto windows", mi dicevo

"Linux è più flessibile di windows", mi dicevo

"Linux è più stabile e robusto di windows", questo me lo diceva windows con le sue schermate blu.

 

Ma non c’è solo Linux, anzi…il mondo informatico pullula di soluzioni Free/Open Source che riscuotono notevole successo e la cui qualità è in certi casi superiore a quella ottenuta da equivalenti software proprietari.

Gran parte del merito è degli sviluppatori, ma c’è una discreta parte, non trascurabile, di contributo prestato dalla comunità degli utilizzatori.

Gli utilizzatori commentano, rivedono, revisionano, distribuiscono, consigliano il software libero che utilizzano.

Questo è il vero motore dell’Open source. E quando questo motore si rompe, sorgono i problemi.

La storia

Un caro amico (non pattina, ma l’ho conosciuto grazie all’amico pattinatore) collabora con una rivista online, FreeSoftwareMagazine, e scrive un post contenente una critica su un software da lui utilizzato. Il suo pensiero non è stato gradito dallo sviluppatore "capo" del progetto, che gli ha risposto in toni a mio parere discutibili e seguendo una linea da censura: "tu non sei competente quindi è meglio se stai zitto".

 

 Qui c’è la storia del mio amico (nonché "cognonimo"): Il regno degli hacker è finito: ed Ekiga non è una merda

 

I miei commenti

Ed ora, i miei commenti, vi consiglio di leggere il post di Bronto, prima:

1) trovare un servizio VoIP di qualità elevata e a buon prezzo è difficile. Inoltre c’è il problema del mezzo: non sei tu a controllarlo, non sei tu a poter decidere se quella telefonata via internet andrà bene o inizierà a produrre un ritardo inaccettabile o a scoppiettare per eccessivo packet loss. Skype ha acquistato[1] una soluzione allo stato dell’arte per risolvere il problema della qualità percepita, che perfino altri VoIP client a pagamento non hanno[2].

2) Fornire un default è una scelta ben precisa del team: si sa che il 99% degli utenti non cambierà il comportamento di default. Quindi la scelta di un default è determinante quanto la qualità di realizzazione del software stesso. Openoffice richiedeva l’installazione di un JRE per poter funzionare, ed è stato cambiato perché la richiesta era vincolante solo per la componente "OOBase". PHP abilitava le variabili globali per default, compromettendo la sicurezza, ed è stato cambiato.

3) Il vantaggio principale del software Open Source è che la comunità interviene direttamente e prontamente anche sulle scelte "di marketing". Se Google non fosse il motore di ricerca più utilizzato al mondo, la comunità open source si lamenterebbe del fatto che la casella di ricerca di Mozilla Firefox sia preimpostata sul motore di ricerca Google…

Certo, Google finanzia pesantemente Mozilla Foundation quindi qualcuno parlerà di complotto e di posizione dominante, ma… non credo che un portavoce di FF si metta a darti del coglione (o qualcosa del genere) per il semplice fatto che tu ti lamenti della sua pesantezza o della "fame di memoria" che lo contraddistingue. La comunicazione è importante e, secondo me, "quello sviluppatore di ekiga di cui non ricordo il nome" ha commesso un errore madornale di comunicazione[3].

 

[1] Da quel che ricordo, Skype ha un accordo di revenue share con GIPS
[2] Cito Abbeyphone, il prodotto VoIP Consumer dell’azienda per cui lavoravo fino a poco tempo fa, come "follower" che ha una qualità audio notevole e che può competere con Skype. Anche abbeyphone, però, è closed source.
[3] http://geekmarketing.net/2008/03/02/marketing-e-open-source-imho-1/