<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cerion weblog &#187; il piccolo project manager</title>
	<atom:link href="http://www.eiaeia.com/wp/category/il-piccolo-project-manager/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.eiaeia.com/wp</link>
	<description>Perchè ci sono più blogger che lettori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2009 10:41:30 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Conoscenza del mercato</title>
		<link>http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/25/conoscenza-del-mercato/</link>
		<comments>http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/25/conoscenza-del-mercato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 14:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cerion</dc:creator>
				<category><![CDATA[il piccolo project manager]]></category>
		<category><![CDATA[q-cina dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[@EiaEia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[cerion]]></category>
		<category><![CDATA[competitor]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/25/conoscenza-del-mercato/</guid>
		<description><![CDATA[Un bravo product manager deve conoscere bene il mercato. Il mercato &#232; ricco di insidie, di furbi, di cosiddette &#34;sole&#34; o fregature, insomma &#232; facile cadere in trappola e non riuscire a sfruttare al meglio le opportunit&#224; che ti si offrono.
Conoscere il mercato significa esplorare, confrontare, rivedere ed alla fine scegliere tra mille possibilit&#224;.
Chi conosce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bravo product manager deve conoscere bene il mercato. Il mercato &egrave; ricco di insidie, di furbi, di cosiddette &quot;sole&quot; o fregature, insomma &egrave; facile cadere in trappola e non riuscire a sfruttare al meglio le opportunit&agrave; che ti si offrono.</p>
<p>Conoscere il mercato significa esplorare, confrontare, rivedere ed alla fine scegliere tra mille possibilit&agrave;.</p>
<p>Chi conosce il mercato riesce a concludere buoni affari: attenzione per&ograve;! Fondamentale &egrave; la costanza, nello studio del mercato. Periodicamente bisogna ripetere l&#8217;analisi ed il confronto tra prezzi e prodotti.</p>
<p>Spesso un contatto diretto con i fornitori aiuta ad ottenere maggiori informazioni, ed ovviamente le discussioni che emergono con altri &quot;player&quot; del mercato sono sempre interessanti e ricche di notizie.</p>
<p>Ecco un documento visivo della mia analisi mattutina del <b>Mercato di S. Benedetto.</b></p>
<p>E cosa avevate capito? :)</p>
<p><img width="400" height="300" src="http://www.eiaeia.com/wp/wp-content/uploads/25012008057.jpg" alt="" /></p>
<p>Ecco, ad esempio, una splendit&agrave; variet&agrave; di arancia. Dopo il tarocco dal muso, il clementino dal naso</p>
<p><img width="400" height="300" src="http://www.eiaeia.com/wp/wp-content/uploads/25012008056.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/25/conoscenza-del-mercato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Web 2.0? Bighellonare sul web anno zero!</title>
		<link>http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/09/web-20-bighellonare-sul-web-anno-zero/</link>
		<comments>http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/09/web-20-bighellonare-sul-web-anno-zero/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 00:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cerion</dc:creator>
				<category><![CDATA[eiaeia]]></category>
		<category><![CDATA[il piccolo project manager]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[contatto]]></category>
		<category><![CDATA[hictu]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[virale]]></category>
		<category><![CDATA[web20]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>
		<category><![CDATA[WOMM]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eiaeia.com/wp/archives/60</guid>
		<description><![CDATA[Il Web 2.0 ha portato grandi novit&#224; in termini tecnologici, culturali ed ovviamente sociali.
Tecnologicamente parlando, AJAX l&#8217;ha fatta da padrone. Grazie soprattutto all&#8217;ottima operazione di marketing organizzata dal pap&#224; della sigla, Jesse James Garrett. AJAX sta per &#34;Asinchronous Javascript and XML&#34; e si basa su una tecnologia datata 2002 che consente di &#34;aggiungere componenti dinamici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Web 2.0 ha portato grandi novit&agrave; in termini tecnologici, culturali ed ovviamente sociali.</p>
<p>Tecnologicamente parlando, <strong>AJAX l&#8217;ha fatta da padrone</strong>. Grazie soprattutto all&#8217;ottima operazione di marketing organizzata dal pap&agrave; della sigla, Jesse James Garrett. AJAX sta per &quot;Asinchronous Javascript and XML&quot; e si basa su una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ajax_(programming)" target="_blank">tecnologia datata 2002 </a>che consente di &quot;<strong>aggiungere componenti dinamici alla pagina web</strong>&quot; senza doverla ricaricare completamente. Questa innovazione ha cambiato il vecchio modo di pensare &quot;a maschere&quot; (o a form) che governava le interfacce utente fino ad allora concepite, rendendo l&#8217;interazione molto pi&ugrave; immediata e l&#8217;uso delle applicazioni web molto pi&ugrave; semplice ed intuitivo.</p>
<p>Culturalmente parlando, credo che <strong>Wikipedia </strong>(e l&#8217;uso di strumenti collaborativi di pubblicazione in generale) abbiano segnato un&#8217;inversione di tendenza nella tradizionale catena di produzione e consumo dell&#8217;informazione. <a href="http://customerevangelists.typepad.com/blog/2006/05/charting_wiki_p.html" target="_blank">Il contributo degli utenti produttori di contenuti</a> (che &egrave; circa il 2% rispetto al totale degli utilizzatori), ed il feedback degli utenti revisori (un altro 8% circa del totale) ha permesso al restante 90% della popolazione web di usufruire di <strong>contenuti </strong>quasi sempre <strong>attendibili</strong>, nelle lingue pi&ugrave; diffuse nel mondo. Insomma, il <strong>contenuto generato </strong>dagli <strong>utenti</strong>, o UGC &#8211; User Generated Content &egrave; un elemento importante del Web 2.0. Anche le aziende hanno affrontato un radicale cambiamento nella comunicazione istituzionale, affiancando ai vecchi, <strong>noiosissimi siti-vetrina</strong>, ricchi di informazioni inutili e quasi sempre poco aggiornate, un&#8217;altra <strong>novit&agrave; del web2.0, il blog.</strong> Abbreviazione di weblog, altro non &egrave; che la trasformazione dell&#8217;HTML, in uno strumento intuitivo e facile da usare. Le piattaforme di blogging hanno consentito alla immaginaria &quot;zia mariuccia&quot; di scrivere sul web in maniera semplice senza troppi tecnicismi; e consentono alle aziende o ai professionisti di fornire informazioni sui loro prodotti o il loro mestiere in maniera semplice e diretta. La possibilit&agrave; di lasciare un commento, inoltre, favorisce il contatto con il cliente/visitatore ed aumenta le possibilit&agrave; di conclusione di un affare.</p>
<p>Socialmente parlando, si parla di reti di relazioni, e di blogging. Le reti di relazioni, o Social Network, sono dei siti che raccolgono e memorizzano gli intricati intrecci che sussistono tra le persone sparse in giro per il mondo. Lo <strong>studio dell&#8217;evoluzione di queste reti </strong>consente di elaborare nuove strategie di marketing, basate sul passa parola (<strong>WOMM </strong>- Word of Mouth Marketing) o sulla diffusione contagiosa, virale dell&#8217;informazione inoculata in un <strong>contenuto irresistibile</strong> (Viral Marketing). Il cambio, in questo caso, riguarda la comunicazione nel modo pi&ugrave; profondo: la teoria ci insegnava che esiste una sorgente, un canale, un ricevente: due persone che si parlano, insomma. Poi si &egrave; parlato di <strong>comunicazione di massa</strong>, dove esiste un emettitore, un area di trasmissione, ed un gruppo di ricevitori: la tv, i grandi comizi. Ora si deve parlare di <strong>comunicazione tra masse</strong>, perch&eacute; chi vuole diffondere un messaggio segue la terza via, quella del blogging, o del recentemente coniato <strong>microblogging</strong>: in pratica, consiste nell&#8217;inviare, in un punto di raccolta comune, un messaggio di circa 200 caratteri. <a href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://www.jaiku.com" target="_blank">Jaiku </a>e <a href="http://www.hictu.com" target="_blank">Hictu </a>(nota: lavoro per l&#8217;azienda che lo produce) sono solo alcuni degli esempi di piattaforme di <strong>microblogging.</strong></p>
<p>Insomma, il web2.0 &egrave; una rivoluzione epocale del nostro modo di vivere, di comunicare, e di lavorare. Sono tantissime le aziende che, nel mondo, <a href="http://web20cafe.blogspot.com/2007/10/dal-blogging-al-microblogging-aiutati.html" target="_blank">si occupano di Web2.0</a> e qualcuno gi&agrave; parla di web 3: siamo pronti a reagire al cambiamento?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi viene da pensare allo speaker&#8217;s corner di Hyde Park, a Londra, dove chiunque pu&ograve; prendere una sedia, salirci sopra, e fare un comizio.</p>
<p>Mi sembra che ora il web sia pieno di questi signori che a turno salgono su tante sedie, e dicono la loro. Perch&eacute; ci sono pi&ugrave; blogger che lettori!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eiaeia.com/wp/2008/01/09/web-20-bighellonare-sul-web-anno-zero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La legge di Brooks ed altre amenità</title>
		<link>http://www.eiaeia.com/wp/2007/11/13/la-legge-di-brooks-ed-altre-amenita/</link>
		<comments>http://www.eiaeia.com/wp/2007/11/13/la-legge-di-brooks-ed-altre-amenita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 17:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cerion</dc:creator>
				<category><![CDATA[il piccolo project manager]]></category>
		<category><![CDATA[brooks]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[project management]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eiaeia.com/wp/archives/41</guid>
		<description><![CDATA[Da due-tre anni a questa parte, oltre a coltivare la passione / lavoro per lo sviluppo di applicazioni web, mi sono interessato alla gestione dei progetti.
Inizialmente &#232; stato uno shock: da un giorno all&#8217;altro mi hanno detto: &#34;tie&#8217;, questa &#232; la tua nuova collega, cos&#236; potrai fare il doppio di quel che facevi gi&#224;. Trattala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da due-tre anni a questa parte, oltre a coltivare la passione / lavoro per lo sviluppo di applicazioni web, mi sono interessato alla gestione dei progetti.</p>
<p>Inizialmente &egrave; stato uno shock: da un giorno all&#8217;altro mi hanno detto: &quot;tie&#8217;, questa &egrave; la tua nuova collega, cos&igrave; potrai fare il doppio di quel che facevi gi&agrave;. Trattala bene&quot;. Con la mia collega siamo cresciuti insieme, per un po&#8217;, poi le nostre strade si son separate, lei ha gestito progetti ed altre persone, eccetera.</p>
<p>All&#8217;inizio non capivo. Non capivo le dinamiche di responsabilit&agrave;, i problemi di comunicazione, la differenza tra autorit&agrave; ed autorevolezza. Mi mancava qualcosa.</p>
<p>Un giorno, a Fiumicino, di ritorno da una trasferta piuttosto faticosa, mi balza l&#8217;occhio su&nbsp; un libro: <a href="http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788883637179&amp;pc=000005003015000" target="_blank">Il project Management &#8211; Come gestire il cambiamento e l&#8217;innovazione</a></p>
<p>Con non poca fatica inizio la lettura in aereo. Niente da fare, serve concentrazione. A casa, piano piano, pagina dopo pagina, mi si apriva un panorama di cose nuove. Alcune in realt&agrave; non lo erano affatto, le avevo gi&agrave; viste in Ingegneria del Software. Ma mancavano del background culturale da cui provenivano: la realt&agrave; industriale e la cosiddetta industria del software hanno tanti punti in comune, ma anche tantissime divergenze. Non si pu&ograve; applicare la logica produttiva manifatturiera al software, perch&eacute; il software non pu&ograve; essere paragonato ad una macchina. Anzi, un software &egrave; pi&ugrave; simile alla catena di montaggio che produce la macchina. E le famigerate Software factories descritte in <a href="http://www.amazon.com/Business-Software-Manager-Programmer-Entrepreneur/dp/074321580X" target="_blank">&quot;the business of Software&quot; di Cusumano</a> non hanno sempre prodotto grandi software, alla fine.</p>
<p>Gran parte dei problemi di gestione in un progetto software sono legati alla comunicazione. Alla fine, un progetto software<br />
&nbsp;&egrave; fatto di persone che comunicano. Ed &egrave; per questo motivo che &egrave; difficile gestire grossi progetti, con molte persone.</p>
<p>Il numero di discorsi si moltiplica esponenzialmente all&#8217;aumentare delle persone coinvolte, ed il progetto tende quindi a rallentare fino quasi a fermarsi.</p>
<p>Questo comportamento &egrave; illustrato dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brooks'_law" target="_blank">legge di Brooks</a>:</p>
<blockquote>
<p>Adding manpower to a late software project makes it later.</p>
<p>Aggiungere risorse umane ad un progetto gi&agrave; in ritardo non fa altro che ridardarlo ulteriormente.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le persone partecipanti al progetto devono prendere confidenza con i protocolli usati, le abitudini, le usanze, il vocabolario&#8230; Insomma, si devono acclimatare, e questo comporta un costo in termini temporali. Non sempre, inoltre, tutto fila liscio: per alcune persone l&#8217;integrazione potrebbe risultare difficile se non dannosa, per vari motivi:</p>
<ul>
<li>Mancanza di fiducia</li>
<li>Mancanza di chiarezza nei ruoli</li>
<li>Motivazioni personali</li>
<li>Scarsa adattabilit&agrave;</li>
</ul>
<p>Su queste cose vorrei ritornarci in seguito, per il momento mi fermo qui</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eiaeia.com/wp/2007/11/13/la-legge-di-brooks-ed-altre-amenita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
