cernio

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set
10
Posted (cerion) in mal mediterraneo, pesce on settembre-10-2009

 

L’altro giorno mi hanno regalato alcuni saraghetti di piccola taglia, circa 200 grammi ciascuno.

Troppo piccoli da fare al sale, troppo inadatti da fare arrosto in casa (e poi chi toglie l’odore di pesce arrosto?), ho deciso di preparare una ricettina veloce che mi ha permesso di organizzare una cenetta in 20 minuti.

Ingredienti (per due persone)

4 Saraghetti piccola pezzatura

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

1/2 cipolla bianca freschissima

olive verdi in salamoia (8-10 sono più che sufficienti)

1/2 bicchiere di vino bianco (anche se lievemente maderizzato andrà benissimo)

sale

pepe

Preparazione

Desquamate i pesci: potete usare il dorso non affilato di un coltello, "grattando" le squame a partire dalla coda.

Sventrateli, avendo cura di rimuovere tutte le interiora, e risciacquate con abbondante acqua dolce, e scolateli per bene.

Affettate la cipolla in modo che gli anelli risultanti siano sottilissimi e riponetele in una ciotola

Tritate le olive (ovviamente senza il nocciolo!) in maniera grossolana, i pezzetti devono avere le dimensioni di 2-3 millimetri circa di diametro. (Per un gusto più forte potete scegliere di aumentare questa dose)

Prendete una padella sufficientemente grande ad ospitare i saraghetti senza sovrapposizioni e scaldateci l’olio.

Quando l’olio sarà ben caldo, versateci le cipolle e tenete la fiamma alta, avendo cura di dorarle uniformemente. Aggiungete le olive, fate soffriggere e aggiungete due cucchiai del vino bianco.

Abbassate la fiamma, mescolate e fate rapprendere il sughetto per un minuto o due.

Prima che il vino sia completamente asciugato, adagiate i saraghetti nella padella e aggiungete il sale e una grattata di pepe.

Versate il vino rimanente e coprite con un tappo per 3 minuti a fuoco medio.

Controllate che la carne del dorso adagiato alla pentola sia bianca, e con l’aiuto di una spatola girate i pesci avendo cura di non spezzarli.

Continuate la cottura senza tappo, eventualmente rigirate il pesce un’altra volta. Il sughetto si rapprenderà, e verrà utilizzato per guarnire i pesci serviti in un piatto da portata.

 

Nota

La cottura del pesce è materia delicata. Un pesce al tegame è cotto quando la carne inizia a sfaldarsi,  la lisca (visibile praticando un taglio con un coltello) è passata dal rosa al grigio, ed è ancora possibile (generalmente) girare il pesce senza provocare rotture.

Se il sughetto non si è ancora rappreso del tutto, posizionate i pesci nel piatto da portata e copriteli con un tappo per mantenere il calore. Aumentate la fiamma e fate rapprendere il sughetto.

Un "trucco", per i più smaliziati, consiste nell’aggiungere un cucchiaino raso di farina al sugo, facendo attenzione a non formare grumi. Si formerà una sorta di balsamella morbida e gustosa, da versare sopra i pesci.

 

 

 



 
apr
01
Posted (cerion) in mal mediterraneo, q-cina dal mondo on aprile-1-2009

 

Un amico ha aperto una rosticceria gastronomia con alcuni tavolini per la degustazione sul posto.

Tra le varie prelibatezze vi consiglio le linguine alle arselle, gli spaghetti ai ricci, le cozze gratinate, e la buonissima insalata di polpo.

 

Per chi ha voglia di un bel fritto misto, si sorprenderà del fatto che la frittura è croccante e leggera, ed il pesce come sempre freschissimo.

 

L’ideale per uno spuntino a pranzo, o per gustarsi una cenetta coi fiocchi a casa propria.

 

Barcelloneta

Via Barcellona 60



 
apr
01
Posted (cerion) in mal mediterraneo, q-cina dal mondo on aprile-1-2009

 

Riprendo una notizia apparsa sull’Unione Sarda di oggi 1 Aprile, sperando che non sia un pesce :)

 

 

Per cominciare, salumi e prosciutto della casa, accompagnati da verdure sottolio, ricotta mantecata con le erbette selvatiche, lonza di maiale profumata all’arancia, maialino in gelatina (testa e piedini), coratella d’agnello. Si prosegue con i primi di pasta fresca: tagliatelle e strozzapreti con sugo di selvaggina, salsa di asparagi e carne di vitella, antunna e manzo, ragù di coniglio. I tortelli con ripieno di patate e porcini vengono serviti con una salsa di burro e salvia; i ravioli col cuore di caprino fresco e carciofi sono saltati in padella con una base di guanciale. Tra i secondi, il cinghiale in umido, il maialino con le olive, l’agnello coi carciofi. Una linea è dedicata al pesce. Si chiude con i semifreddi, da quello di torrone in salsa d’arancia a quello di amaretti in salsa di cioccolato. Non manca la sevada.
Quanto ai vini, la cantina è rifornita di 150 etichette sarde e nazionali.
 
‘Osteria Borello’, viale Repubblica 104, Gavoi (Nu). Numero di telefono: 0784/53741. Riposo: lunedì. Ferie: febbraio. Carte di credito: tutte. Prezzo medio: 30-35 euro.

Fonte: Unione Sarda



 
giu
04
Posted (cerion) in mal mediterraneo on giugno-4-2008

Pare che la prima riparazione sia venuta abbastanza bene. Il profilo sembra coerente e solido, ma c’è ancora da lavorare. Ho dato una breve passata di carta vetro per eliminare il velo lucido della resina epossidica, quindi ho aggiunto una toppa che passa dalla carena alla coperta, passando per la prua, a rinforzo della crepa mostruosa che, lasciandola progredire, mi dovrebbe dividere la tavola in due.

E qui si è palesata la grande flessibilità del carbonio. Il tessuto, apparentemente rigido all’asciutto, si modella con estrema facilità se inzuppato di resina epossidica, e la curvatura della prua viene seguita senza particolari problemi.

Con l’aiuto di una spatolina di plastica ho disteso il tessuto imbevuto ed ho ricoperto la zona interessata col cellophan, avendo cura di eliminare le bolle d’aria.

Aspettiamo a domani per l’asciugatura, per il momento beccatevi questa anteprima del bricolage, cellophan incluso.

Seconda riparazione della prua, con fibra di carbonio e resina epossidica