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Archive for the ‘q-cina dal mondo’ Category
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Ieri era il mio compleanno. Ora posso dire di avere 18 anni… per gamba!
Mia sorella e mio cognato conoscono bene i miei gusti, e mi hanno regalato un massaggio Ayurvedico ("ayurvedi, ahò"!): bravissima la massaggiatrice del
centro estetico Fraileann
09128 Cagliari (CA) – 45, VIA PITZOLO
tel: 070 3495310
Credo che mi prenoterò ancora, mi stavo per addormentare ed alla fine del massaggio non volevo andare via!
Per continuare la serata, siamo andati a vedere parrucconi e maschere di creta al teatro, e con l’eco delle note di Chopin siamo andati in un posto carino e molto tranquillo a mangiare uno spuntino.
Mi son ricordato della piadineria di via Grazia Deledda: piadine calde, buone e sfiziose, bicchieri di vino (grotta rossa e cannonau riserva) a 2€, il proprietario gentile e premuroso. Ci torneremo!
Ed inoltre stamattina, per farmi esultare di gioia, c’erano 18 nodi di Libeccio… Si sentono ancora le urla di piacere provenire dal mare!
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Weekend all’insegna del relax e della cultura: ieri ci siamo preparati un pranzetto leggero a base di sashimi, nigiri sushi e maki sushi… Tutto alla sarda però!
Improvvisando qua e la ho preparato dei nigiri sushi di tonno locale, di spigola (suzuki!!!) e di calamaro. Il calamaro era un po’ duro, nonostante il caratteristico taglio a filetti per renderlo più malleabile e gustoso: forse necessitava di un giorno intero in freezer?
Comunque, dopo pranzo mi son mosso per assistere alla terza serata dell’European Jazz Expo 2007, un evento di rilievo dell’offerta musicale in Sardegna per quanto riguarda il Jazz e generi "derivati".
Tra le personalità di spicco:
- Le Balentes, che hanno saputo creare momenti evocativi sapientemente guidati dall’animo dissonante di Rita Marcotulli. Non è Jazz "puro", ma è bello, mioddio quant’è bello. Una menzione speciale al tamburellista Carlo Rizzo, mi ha fatto riconsiderare l’utilità di una batteria completa, e Bebo Ferra (vedi sotto)
- Bebo Ferra e Paolino dalla Porta: non ho mai viaggiato così bene come con loro. Complimenti per le sonorità di "Eja", di Ferra. Sarò costretto a comprarmi il loro disco :P
- Tomasz Stanko: purtroppo ero stanco (io, lui Stanko) e spesso cadevo in trance, ma l’ho trovato malinconico, opprimente, grigio, nebbioso, umido, freddo… In una parola, magistrale! Questo è il Jazz intimista da depressione! Merita un acquisto, così può prendere i pannolini per gli strumentisti che l’accompagnavano: tre ragazzi di vent’anni che faranno molta strada!
- Abnoba: un gruppo di ragazzetti Valdostani che sanno intrattenere il pubblico con musica popolare "fusion". Un sapiente mix di tradizioni musicali europee che spazia dalle Gighe celtiche alle sonorità Klezmer di un clarinettista divertente e spregiudicato. Bravi guaglioni!
Stamattina, in preda ad un raptus di "voglia di mare" ci siamo catapultati al Poetto a mangiare un po’ di ricci.
Ecco una splendida immagine della giornata, purtroppo catturata col cellulare.

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La panada è una tipica ricetta campidanese, anche se voci incontrollate attribuiscono ad Assemini la paternità di questa gustosa pietanza.
Composta da una crosta di pasta oleosa che racchiude un ripieno asciutto, si conserva egregiamente per due-tre giorni, all’apertura dev’essere consumata in giornata.
Ingredienti
- Strutto, 3 hg;
- Farina, 5-6 hg;
- Agnello, 1kg;
- Pomodori secchi, 4;
- Aglio, 1 spicchio;
- Prezzemolo, 1 mazzo;
- olio d’oliva, 1 decilitro;
Preparazione della pasta
Versare in una terrina lo strutto, mezzo bicchiere d’acqua tiepida, un pizzico di sale;
Incorporare la quantità di farina necessaria ad ottenere un impasto morbido.
Lavorare l’impasto con un mestolo di legno, con una certa energia.
Maneggiare l’impasto con la punta delle dita, leggermente, fino a renderlo liscio ed omogeneo.
Raccoglierlo a palla, coprirlo con un telo umido e metterlo per circa un’ora in frigo.
Preparazione del ripieno
Tagliare a tocchetti il cosciotto d’agnello ed altre parti morbide.
Aggiungere 500 g di piselli.
Condire con un pesto di pomodori secchi, aglio, prezzemolo, olio.
Assemblaggio
Togliere la pasta dal frigo, dividere la pasta in tre quarti e un quarto (per la forma “original”, a forma di pignatta)
o due terzi e un terzo (per la forma “torta salata”).
Stendere la palla più grande con il mattarello e posizionare il disco in una tortiera di circa 20 cm.
Adagiare al centro del disco il ripieno.
Stendere la palla più piccola, ed usare il disco come coperchio.
Staccare i bordi del disco più grande dalla tortiera in modo da farli combaciare con il disco più piccolo, formando un cordoncino lungo tutta la circonferenza delle due sfoglie riunite.
Sforacchiare quattro, cinque volte con i rebbi di una forchetta il disco superiore, in modo da lasciar uscire il vapore in eccesso durante la cottura
Lasciare cuocere in forno a 170° circa per 2 ore.
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Le trenette con le triglie sono un tipico piatto mediterraneo, adatto per ogni stagione.
- Difficoltà: bassa
- Costo: medio
- Preparazione: 30′ (+20′ per la cottura in forno)
Durante i mesi di Marzo e Aprile, le triglie invadono i banchi del mercato ittico con il loro tipico colore rosa: questo è il periodo migliore per proporre un piatto raffinato e vivo, da accompagnare con un nuragus di Cagliari.
Ingredienti (4 persone)
- aglio, due spicchi
- cipolla, mezza
- prezzemolo, un ciuffo
- 4 triglie, in tagli da 100g circa
- trenette (consigliate vivamente le De Cecco)
- olio d’oliva, 3 cucchiai
- vino bianco secco
- zafferano, una bustina
Preparazione
Mettere in forno le triglie, a 150° per 15-20 minuti.
Spellare e diliscare le triglie, avendo cura di non includere il ventrame, che risulta amaro e sgradevole.
Immergere le trenette in acqua bollente.
Durante la cottura della pasta, preparare il soffritto con l’olio in una padella saltapasta abbastanza capiente, gli spicchi d’aglio interi, con la cipolla tritata finemente e del prezzemolo fresco tritato. Sfumare con una spruzzata di vino.
Scolate le trenette al dente, avendo cura di conservare una parte dell’acqua di cottura, e versatele nella padella.
Aggiungete la carne delle triglie, lo zafferano, e parte dell’acqua di cottura, saltate la pasta a fuoco vivo fino ad ottenere un sugo liquido ma omogeneo. Per completare il piatto, aggiungere un filo di olio d’oliva “a crudo” e servire in tavola.
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