cernio

Archive for the ‘eiaeia’ Category

 
apr
13
Posted (cerion) in eiaeia, two beer or not two beer on aprile-13-2008

 

Troppo tempo è passato senza produrre birra… Ieri, finalmente, in uno slancio creativo ho ripreso l’attività birraia.

Ecco la ricetta provata, variante di una Bohemian Pils, in cui è stato sostituito il  cara pils con il cara red e si son aumentate le quantità di miele. Speriamo bene!

Ingredienti

Saccarificazione

Il mash è parziale, e serve per produrre colore, maltodestrine ed amidi non fermentabili, a 70 °C circa (in realtà la temperatura oscillava tra i 68 ed i 72, servirebbe un termoregolatore)

  • Grani speciali cara red 400 g
  • Barley flakes (fiocchi d’orzo) 100 g

Tritare i grani e bollire per 60′ in una sacca di cotone puro o di lino. A metà cottura aggiungere i fiocchi.

Bollitura

Al solito, nella fase di bollitura il luppolo va aggiunto in fasi successive. Il malto, lo zucchero ed il miele si devono sciogliere completamente e far bollire per 60′.

  • Estratto di malto beermalt 3 kg
  • Zucchero 1 kg
  • Miele 0,3 kg
  • Luppolo Saaz 50 g per 60′
  • Luppolo Saaz 25 g per 30′
  • Luppolo Saaz 15 g a fuoco spento (per produrre l’aroma "fresco")

Fermentazione

La fermentazione è stata avviata con un lievito Saf T-58, l’Original Gravity del mosto è 1055 g/l.

Ora lascio maturare per 7 gg, a 1010 posso pensare di imbottigliare.



 
apr
04
Posted (cerion) in eiaeia, mal mediterraneo, q-cina dal mondo on aprile-4-2008

Si parla di formaggio alla diossina, di mozzarella di bufala contaminata, di vino sofisticato (prodotto a colpi di acido muriatico)… Noi italiani, riguado al cibo, abbiamo un gusto sofisticato…



 
mar
15
Posted (cerion) in Geek, eiaeia, opensource on marzo-15-2008

Prologo

Molti di voi sanno che da una decina d’anni mi sono innamorato di una cultura (sempre che ci si possa innamorare di una cultura), dell’idea che si possa condividere liberamente la conoscenza, e la "conoscenza che produce", vale a dire il software. Il Software Libero è un programma, un sistema, un "coso" che posso utilizzare, studiare, distribuire e modificare liberamente.

Quando si parla di software libero, di free software o di open source tutti pensano a Linux.

O meglio, a GNU-Linux, il sistema operativo libero basato sul nucleo inizialmente scritto da Linus Torvalds e sviluppato ed espanso dalla comunità di appassionati, e dall’associazione GNU (acronimo ricorsivo di Gnu is Not Unix).

Mi sono avvicinato a Linux (uff, GNU-Linux) per colpa/per merito di un pattinatore un po’ spericolato che ora vive in Irlanda, ed ho iniziato ad apprezzarne le qualità sin da subito (di Linux, e dell’amico pattinatore).

"Linux è potente quanto windows", mi dicevo

"Linux è più flessibile di windows", mi dicevo

"Linux è più stabile e robusto di windows", questo me lo diceva windows con le sue schermate blu.

 

Ma non c’è solo Linux, anzi…il mondo informatico pullula di soluzioni Free/Open Source che riscuotono notevole successo e la cui qualità è in certi casi superiore a quella ottenuta da equivalenti software proprietari.

Gran parte del merito è degli sviluppatori, ma c’è una discreta parte, non trascurabile, di contributo prestato dalla comunità degli utilizzatori.

Gli utilizzatori commentano, rivedono, revisionano, distribuiscono, consigliano il software libero che utilizzano.

Questo è il vero motore dell’Open source. E quando questo motore si rompe, sorgono i problemi.

La storia

Un caro amico (non pattina, ma l’ho conosciuto grazie all’amico pattinatore) collabora con una rivista online, FreeSoftwareMagazine, e scrive un post contenente una critica su un software da lui utilizzato. Il suo pensiero non è stato gradito dallo sviluppatore "capo" del progetto, che gli ha risposto in toni a mio parere discutibili e seguendo una linea da censura: "tu non sei competente quindi è meglio se stai zitto".

 

 Qui c’è la storia del mio amico (nonché "cognonimo"): Il regno degli hacker è finito: ed Ekiga non è una merda

 

I miei commenti

Ed ora, i miei commenti, vi consiglio di leggere il post di Bronto, prima:

1) trovare un servizio VoIP di qualità elevata e a buon prezzo è difficile. Inoltre c’è il problema del mezzo: non sei tu a controllarlo, non sei tu a poter decidere se quella telefonata via internet andrà bene o inizierà a produrre un ritardo inaccettabile o a scoppiettare per eccessivo packet loss. Skype ha acquistato[1] una soluzione allo stato dell’arte per risolvere il problema della qualità percepita, che perfino altri VoIP client a pagamento non hanno[2].

2) Fornire un default è una scelta ben precisa del team: si sa che il 99% degli utenti non cambierà il comportamento di default. Quindi la scelta di un default è determinante quanto la qualità di realizzazione del software stesso. Openoffice richiedeva l’installazione di un JRE per poter funzionare, ed è stato cambiato perché la richiesta era vincolante solo per la componente "OOBase". PHP abilitava le variabili globali per default, compromettendo la sicurezza, ed è stato cambiato.

3) Il vantaggio principale del software Open Source è che la comunità interviene direttamente e prontamente anche sulle scelte "di marketing". Se Google non fosse il motore di ricerca più utilizzato al mondo, la comunità open source si lamenterebbe del fatto che la casella di ricerca di Mozilla Firefox sia preimpostata sul motore di ricerca Google…

Certo, Google finanzia pesantemente Mozilla Foundation quindi qualcuno parlerà di complotto e di posizione dominante, ma… non credo che un portavoce di FF si metta a darti del coglione (o qualcosa del genere) per il semplice fatto che tu ti lamenti della sua pesantezza o della "fame di memoria" che lo contraddistingue. La comunicazione è importante e, secondo me, "quello sviluppatore di ekiga di cui non ricordo il nome" ha commesso un errore madornale di comunicazione[3].

 

[1] Da quel che ricordo, Skype ha un accordo di revenue share con GIPS
[2] Cito Abbeyphone, il prodotto VoIP Consumer dell’azienda per cui lavoravo fino a poco tempo fa, come "follower" che ha una qualità audio notevole e che può competere con Skype. Anche abbeyphone, però, è closed source.
[3] http://geekmarketing.net/2008/03/02/marketing-e-open-source-imho-1/



 
feb
26
Posted (cerion) in dolci, eiaeia, q-cina dal mondo on febbraio-26-2008

Ingredienti

  • 100 g di mirtilli
  • 100 g di more

Per la pasta frolla

  • 200 g di farina
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di burro (tiratelo fuori dal frigo 15′ prima della preparazione)
  • 2 tuorli
  • 1 pizzico di sale
  • la buccia di un limone (grattugiato)

Per la crema

  • 3 tuorli
  • 30 g di farina
  • 100 g di zucchero
  • 500 g di latte
  • la buccia di un limone

Preparazione

Cominciamo con la frolla

Miscelare la farina e lo zucchero, creare un monticello e ricavare un incavo nel centro dove disporrete il burro ammorbidito, i tuorli, un pizzico di sale e la buccia grattugiata di un limone.

Assicurandosi di avere le mani fredde, lavorate velocemente l’impasto, possibimente su un piano di pietra.

Non appena l’impasto diventa omogeneo formate una palla ed avvolgetela con della pellicola trasparente. Lasciatela riposare in frigo per un’ora circa.

La crema

Crostata lamponi e mirtilli

Mettete a scaldare il latte con la buccia di un limone, possibilmente tagliata a spirale.

Sbattete i tuorli e lo zucchero in una terrina, possibilmente con un mestolo di legno. Aggiungete gradualmente la farina fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il latte caldo -non bollente- al composto, gradualmente e senza smettere di miscelare.

Trasferite il liquido in una pentola e cuocete a fuoco basso, continuando a miscelare per 5 minuti circa, finché il liquido non acquista una consistenza vellutata. Tenete conto che durante il raffreddamento la crema s’indurisce un po’, assicuratevi di toglierla dal fuoco per tempo.

Togliete la buccia del limone dalla crema.

La crostata

Stendete la pasta frolla in una teglia, eventualmente aiutandosi col mattarello. Ritagliate un foglio di carta da forno, adagiatelo sulla spianata di frolla e depositateci uniformemente uno strato di sale grosso.

 

 

Infornate in un forno preriscaldato a 180 °C per 25′.

Rimuovere il foglio di carta da forno (ed il sale!), stendere la crema sulla pasta frolla ed infornare per altri  5 minuti.

Al termine della cottura disponete i mirtilli ed i lamponi sulla crema, secondo il vostro estro artistico.

Lasciate raffreddare prima di assaggiarla!!!

 

Nota: la ricetta è basata sull’originale pubblicata sul cucchiaio d’argento (consultate il sito web del cucchiaio d’argento)