cernio

Archive for the ‘eiaeia’ Category

 
feb
14
Posted (cerion) in Geek, diversità divertenti, eiaeia on febbraio-14-2008

O menir nuragico,

urgono camerini,

arcieri mungono!

Carogne mi unirò,

mogio rinuncerà!

Grazie a Corrado Giustozzi ed al suo potentissimo motore anagrammatico



 
gen
22
Posted (cerion) in eiaeia on gennaio-22-2008

Pensavo di essere un ingegnere. Pensavo di non fare altro, nella vita, che progettare. Ho sempre avuto il pallino, io, per la progettazione. Da piccolo ho pure vinto un premio per aver realizzato il miglior disegno, "la macchina del futuro".

Era uno sgorbio mal colorato di un bambino di 10 anni, mi hanno regalato un quadrifoglio d’oro e, per quanto possa sembrar buffo, la cosa mi ha motivato parecchio.

Pensavo, quindi, di diventare un progettista. La passione per l’informatica mi ha portato ad affrontare la carriera del progettista di "cose per il computer". Le tecnologie e Internet hanno cambiato il mio percorso, portandomi a costruire servizi per la comunicazione su Internet.

Mai avrei pensato, però, di avere così tanto a che fare con la "vendita". E mai avrei pensato alla "vendita" come un processo intricato e ingegneristicamente così interessante.

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gen
12
Posted (cerion) in e-20 - Eventi memorabili, eiaeia, mal mediterraneo on gennaio-12-2008

In questi giorni la Campania è in crisi. Le proteste a Pianura portano alla chiusura della discarica. Scoppiano scontri violentissimi. La camorra, ormai leader incontrastata nel business della gestione dei rifiuti tesse le fila di un disegno complesso ed ignoto a noi poveri cittadini. La Campania è lontana dalla Sardegna, non ci preoccupiamo più di tanto finché… finché non ci mandano una nave contenente 6mila tonnellate di rifiuti, da smaltire in Sardegna. E nascono le proteste.

Ieri sera arriva un messaggio:

PROTESTA : UNISCITI A NOI. APPUNTAMENTO OGGI VENERDI 11 GENNAIO 2008 ORE 23, SCALINATE D BONARIA, SOTTO CASA D SORU. PORTATE TUTTA L’ALIGA CHE RIUSCITE A RIMEDIARE. SIDDU FAEUSU BIRI NOSUSU SI DI PRASCIRI S’ALIGA. NON MANCARE SE AMI LA TUA TERRA. FALLO GIRARE.

Ma anche senz’aliga, ragazzi! Perché la scalinata di Bonaria non è solo una parte del panorama della Villa di Soru. La scalinata di Bonaria è anche mia, è tua, è di tutti i Cagliaritani. Sporcarla con l’immondezza non ha senso…

Vabbè, puliranno… intanto andiamo a vedere, a protestare (pacificamente), a far vedere che non siamo d’accordo. Quali strumenti hanno i cittadini per dire NO alle scelte del governo, locale, regionale o nazionale che sia? La protesta. Certo, durante la protesta non è possibile argomentare niente, ma intanto noi protestiamo, manifestiamo il dissenso, poi ti spieghiamo perché.

Ma dopo quel che è successo ieri, mi sembra inutile spiegarsi. Forse ce lo meritiamo, noi sardi con la S minuscola, di prenderci carico dell’aliga altrui. Forse è vero, se anche gli investitori russi fuggono a gambe levata dalla Costa Smeralda, che la Sardegna è destinata a morire socialmente, in un’anarchia dove una Papedda o un Mantega tirano testate in faccia alla prima illazione (ma lo sapranno cosa vuol dire illazione?). Siamo gaggi, tremendamente gaggi.

Pocos, locos y malunidos, dicevano i conquistatori spagnoli ormeggiati nelle baie di Cagliari, di Alghero, di Tharros.

Ieri sera, ore 23:15, ci avviciniamo a bonaria. La bruma umida della sera nasconde il fumo acre della plastica bruciata, della polvere da sparo dei petardi esplosi, della colonna di vapore che si leva dall’umanità raccolta sotto le scalinate di Bonaria.

 

 Proviamo a salire da viale Bonaria, ma dopo pochi minuti vediamo uno sciame di persone in fuga, lanciate in una folle discesa a zig-zag. Scappiamo anche noi, e realizziamo: la polizia sta caricando, per disperdere una folla incontrollabile.

 

All’incrocio con via Bottego ci sono dei poliziotti in divisa ordinaria che presidiano l’accesso alle auto. Un ragazzo, spaventato, chiede aiuto: "stanno devastando le macchine in via Bottego, venite". Il poliziotto risponde qualcosa tipo "Cosa vuoi, che ci isoliamo là dentro?" Hanno ragione, li ammazzerebbero. Hanno moglie, figli, e 1500€ di stipendio. E rischiano la vita abbastanza così, non vi sembra?

 

Decidiamo di andar via. Il malumore è tanto. A testa bassa, noto quel che non avevo notato prima. Qualcuno si è fatto male, probabilmente si è beccato una pietra in testa. Gocce di sangue qua e là, sangue di qualcuno che, molto probabilmente, non voleva che finisse così.

 

 



 
gen
09
Posted (cerion) in eiaeia, il piccolo project manager on gennaio-9-2008

Il Web 2.0 ha portato grandi novità in termini tecnologici, culturali ed ovviamente sociali.

Tecnologicamente parlando, AJAX l’ha fatta da padrone. Grazie soprattutto all’ottima operazione di marketing organizzata dal papà della sigla, Jesse James Garrett. AJAX sta per "Asinchronous Javascript and XML" e si basa su una tecnologia datata 2002 che consente di "aggiungere componenti dinamici alla pagina web" senza doverla ricaricare completamente. Questa innovazione ha cambiato il vecchio modo di pensare "a maschere" (o a form) che governava le interfacce utente fino ad allora concepite, rendendo l’interazione molto più immediata e l’uso delle applicazioni web molto più semplice ed intuitivo.

Culturalmente parlando, credo che Wikipedia (e l’uso di strumenti collaborativi di pubblicazione in generale) abbiano segnato un’inversione di tendenza nella tradizionale catena di produzione e consumo dell’informazione. Il contributo degli utenti produttori di contenuti (che è circa il 2% rispetto al totale degli utilizzatori), ed il feedback degli utenti revisori (un altro 8% circa del totale) ha permesso al restante 90% della popolazione web di usufruire di contenuti quasi sempre attendibili, nelle lingue più diffuse nel mondo. Insomma, il contenuto generato dagli utenti, o UGC – User Generated Content è un elemento importante del Web 2.0. Anche le aziende hanno affrontato un radicale cambiamento nella comunicazione istituzionale, affiancando ai vecchi, noiosissimi siti-vetrina, ricchi di informazioni inutili e quasi sempre poco aggiornate, un’altra novità del web2.0, il blog. Abbreviazione di weblog, altro non è che la trasformazione dell’HTML, in uno strumento intuitivo e facile da usare. Le piattaforme di blogging hanno consentito alla immaginaria "zia mariuccia" di scrivere sul web in maniera semplice senza troppi tecnicismi; e consentono alle aziende o ai professionisti di fornire informazioni sui loro prodotti o il loro mestiere in maniera semplice e diretta. La possibilità di lasciare un commento, inoltre, favorisce il contatto con il cliente/visitatore ed aumenta le possibilità di conclusione di un affare.

Socialmente parlando, si parla di reti di relazioni, e di blogging. Le reti di relazioni, o Social Network, sono dei siti che raccolgono e memorizzano gli intricati intrecci che sussistono tra le persone sparse in giro per il mondo. Lo studio dell’evoluzione di queste reti consente di elaborare nuove strategie di marketing, basate sul passa parola (WOMM - Word of Mouth Marketing) o sulla diffusione contagiosa, virale dell’informazione inoculata in un contenuto irresistibile (Viral Marketing). Il cambio, in questo caso, riguarda la comunicazione nel modo più profondo: la teoria ci insegnava che esiste una sorgente, un canale, un ricevente: due persone che si parlano, insomma. Poi si è parlato di comunicazione di massa, dove esiste un emettitore, un area di trasmissione, ed un gruppo di ricevitori: la tv, i grandi comizi. Ora si deve parlare di comunicazione tra masse, perché chi vuole diffondere un messaggio segue la terza via, quella del blogging, o del recentemente coniato microblogging: in pratica, consiste nell’inviare, in un punto di raccolta comune, un messaggio di circa 200 caratteri. Twitter, Jaiku e Hictu (nota: lavoro per l’azienda che lo produce) sono solo alcuni degli esempi di piattaforme di microblogging.

Insomma, il web2.0 è una rivoluzione epocale del nostro modo di vivere, di comunicare, e di lavorare. Sono tantissime le aziende che, nel mondo, si occupano di Web2.0 e qualcuno già parla di web 3: siamo pronti a reagire al cambiamento?

 

 

Mi viene da pensare allo speaker’s corner di Hyde Park, a Londra, dove chiunque può prendere una sedia, salirci sopra, e fare un comizio.

Mi sembra che ora il web sia pieno di questi signori che a turno salgono su tante sedie, e dicono la loro. Perché ci sono più blogger che lettori!