Fascismo? No grazie!
Nel mondo esistono innumerevoli esempi di prodotti e marchi "nati bene" ma "cresciuti male". Un marchio si basa su fondamenti culturali, sociali, e linguistici che in un’altra nazione perdono di significato o addirittura risultano dannosi.
Alcuni esempi:
- Auto Chevrolet "Nova": in Spagna "nova" vien letto come "non cammina"
- Telefonino Philips "Fisio": in Sardegna "Fisio" è il diminutivo di Efisio, il nome più comune (e più popolare) che spesso si associa alla cultura agropastorale della Sardegna di un tempo. L’immagine del telefono innovativo con connotazione pecoreccia è stato un disastro, perlomeno in Sardegna.
- Tavolo Ikea "Fartfull": in inglese significa "pieno di scoregge"
- Azienda di computer "Wang Cares": in inglese si legge [wankers], che significa segaioli
Purtroppo anche Eiaeia soffre di questo problema. Si scambia facilmente con il grido di guerra fascista introdotto da D’Annunzio. Ma in realtà voleva essere solamente un marchio indistinuibile della nostra Sardegna: Eia o Eja significa "Si", ed il rafforzativo si ottiene ripetendo la parola, ad esempio "bellissimo" si esprime con "bello bello". Quindi Eiaeia è un "siiii", la risposta che ho sentito quando ho proposto a mia moglie "ci facciamo un sito tutto nostro?"
In sintesi: EIA EIA non viene utilizzato in questo sito per evocare il periodo fascista. Punto. Fiat?

